
Il Sindaco ha trasmesso una nota indirizzata alla sottoscritta e inviata anche al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), alla Prefettura di Bergamo e a tutti i consiglieri comunali, relativa alle richieste di accesso agli atti presentate nell’esercizio del mandato consiliare.
Nella comunicazione ha ricondotto personalmente alla mia attività numero, frequenza e contenuto delle iniziative richiamate, ritenendole in parte espressione di un controllo sistematico e capillare sull’attività degli uffici e di una pressione costante sull’attività tecnica, sebbene diverse delle iniziative richiamate fossero state sottoscritte congiuntamente anche dagli altri consiglieri del gruppo di minoranza.
Ha inoltre sostenuto che alcune iniziative eccedessero l’ambito del controllo politico-amministrativo, arrivando a qualificare la mia attività come “strabordante interventismo” motivato da “intento emulativo”, volto a rendere difficile il lavoro degli amministratori e degli impiegati. La nota prospetta inoltre il mancato accoglimento di ulteriori richieste che, per numero, frequenza e contenuto, vengano ritenute espressione di un controllo puntuale, minuzioso e permanente sull’attività tecnica.
Documento del primo atto e allegati
I passaggi della questione
- Nostra replica22 aprile 2026
Riscontro alla nota del Sindaco sulle prerogative consiliari
Ho contestato la rappresentazione contenuta nella nota del Sindaco, evidenziando che diverse iniziative richiamate non erano state presentate dalla sola sottoscritta, ma risultavano sottoscritte anche dai consiglieri Marco Cerasoli e Pietro Caccia, e che non era quindi corretta una loro rappresentazione unitaria come condotta individuale della sola Pamela Redolfi. Ho inoltre precisato che numerosi atti non costituivano nuove richieste, ma integrazioni, prese d’atto o richieste conseguenti a precedenti riscontri ritenuti generici, incompleti o non puntuali.
Ho respinto la qualificazione della mia attività come ostruzionistica, emulativa, come pressione indebita sugli uffici o come interferenza con l’attività gestionale e contestato la possibilità di prospettare, in ragione del numero o della frequenza delle iniziative, una limitazione generale e preventiva delle prerogative riconosciute ai consiglieri dall’art. 43 del TUEL. Ho ribadito che ogni singola richiesta deve essere valutata nel merito e che l’Amministrazione è tenuta a fornire riscontri puntuali, specifici e coerenti con l’esercizio del mandato consiliare.
Ho inoltre contestato una modalità di interlocuzione istituzionale caratterizzata da personalizzazione della critica, tono svalutativo e delegittimazione dell’esercizio delle prerogative consiliari, rilevando che tale modalità assume un significato ancora più grave quando si manifesta soprattutto nei confronti delle donne che esercitano il mandato nelle minoranze consiliari, poiché rischia di tradursi in forme espressive e relazionali non rispettose della loro piena dignità istituzionale e personale e di assumere, nei fatti, una valenza discriminatoria sul piano di genere.
- Risposta del Comune30 aprile 2026
Risposta del Sindaco alla nota del 22 aprile
Il Sindaco ha risposto alla nota del 22 aprile richiamando quanto già precedentemente comunicato, senza fornire un riscontro puntuale alle contestazioni formulate sulla rappresentazione della mia attività consiliare e sulle affermazioni rivolte personalmente alla sottoscritta.
La risposta si è concentrata invece sul passaggio relativo alle modalità di interlocuzione istituzionale nei confronti delle donne delle minoranze consiliari. Il Sindaco ha respinto fermamente ogni riferimento a un possibile atteggiamento discriminatorio nei confronti delle donne, definendo tali affermazioni non fondate e inaccettabili e sostenendo che il confronto con i consiglieri sia sempre rimasto limitato al merito degli argomenti discussi.
Ha quindi invitato la sottoscritta a ritrattare quanto affermato e a riflettere sull’importanza e sul significato delle parole utilizzate nell’esercizio del proprio ruolo.
- Nostra replica30 aprile 2026
Diffida sulla gestione e trasmissione della comunicazione
Ho formalmente contestato le modalità con cui era stata gestita e trasmessa la comunicazione del Sindaco prot. 3261, indirizzata alla sottoscritta ma della cui esistenza ero venuta a conoscenza tramite la consigliera Elena Centurioni e la successiva consultazione del protocollo informatico dell’Ente, prima di riceverla direttamente dal Comune.
Ho chiesto di chiarire le ragioni della trasmissione a soggetti terzi senza contestuale invio alla diretta interessata, chi avesse disposto o autorizzato tale modalità e perché il successivo invio alla sottoscritta fosse avvenuto separatamente e senza rendere conoscibili gli altri destinatari. Ho inoltre chiesto che le future comunicazioni a me riferite siano trasmesse in modo contestuale, diretto, completo e pienamente tracciabile.
- Nostra replica1 maggio 2026
Riscontro alla risposta del Sindaco del 30 aprile
Ho preso atto che la risposta del Sindaco si era concentrata sul solo passaggio relativo alla possibile valenza discriminatoria delle modalità di interlocuzione, senza fornire un riscontro sostanziale alle questioni principali sollevate nella nota del 22 aprile e, in particolare, senza indicare gli elementi concreti posti a fondamento delle qualificazioni rivolte alla mia attività consiliare.
Ho ribadito che la ricostruzione trasmessa era fondata sulla sequenza documentale degli atti e che non risultavano puntualmente contestati né tale ricostruzione né il fatto che diverse iniziative fossero state sottoscritte anche da altri consiglieri. Ho inoltre confermato di non ritrattare il passaggio contestato, precisandone il significato, e ribadito che ogni iniziativa consiliare deve essere valutata e riscontrata nel merito, con risposte specifiche e concretamente riferite ai quesiti e ai documenti richiesti.
- Nostra replica18 giugno 2026
Richiesta di riscontro formale sulle affermazioni rivolte alla mia attività consiliare
Non avendo ricevuto un riscontro sostanziale sulle affermazioni contenute nella nota del Sindaco relative alla mia attività consiliare, ho chiesto formalmente di indicare gli atti, i fatti e gli elementi documentali posti a fondamento di espressioni quali “strabordante interventismo”, “intento emulativo”, “pressione costante”, “controllo sistematico e capillare” e delle ulteriori contestazioni secondo cui la mia attività avrebbe reso difficile il lavoro degli amministratori e degli impiegati o avrebbe determinato un’indebita interferenza nell’attività tecnica.
Ho chiesto di individuare puntualmente le richieste ritenute espressione di tali condotte, con relativi protocolli e date, e di chiarire il fondamento giuridico della prospettata possibilità di non accogliere future richieste in ragione del loro numero, frequenza o contenuto. In assenza di elementi specifici a sostegno di tali affermazioni, ho chiesto la loro formale rettifica nei confronti degli stessi destinatari ai quali era stata trasmessa la nota originaria.
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